poetandosenzamerito

Visualizzazione post con etichetta Articoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Articoli. Mostra tutti i post

venerdì 3 ottobre 2025

La forza della fragilità.



Mi interrogo spesso sulle mie paure, sul mio senso di incompletezza, sulla sensazione di inadeguatezza nelle storie in cui la vita mi coinvolge. Non è raro il desiderio di rifuggire i contesti critici isolandomi dalla realtà e creando angoli di  nascondimento nei quali seppellirsi, pavida immagine di me stesso bambino quando cercavo conforto e aiuto ai miei parenti. Ma l'età porta spesso alla ragione o alla dispersione di se in un lento progredire o regredire che diventa la cifra prima dell'essere se stessi. Piano piano ho scoperto ed apprezzato la forza che inietta la consapevolezza della propria fragilità. Una fragilità consapevole dei propri limiti non conosce il potere o la certezza, inutili convinzioni che tendono a rendere insensibili e ignoranti chi ne possiede in abbondanza passando attraverso il desiderio di decisionismo e sopraffazione. La fragilità si interroga, cerca le strade della conoscenza di cui è consapevole essere ignorante, cerca la saggezza della comprensione senza abbandonarsi allo sconforto o all' arrendevolezza della propria conservazione di incapacità. La fragilità si compenetra in sé e nell'altro in cui riconosce le proprie debolezze e se le ha superate o mitigate racconta agli altri il cammino salvifico del miglioramento di se.  Tutto ciò esplode in ogni cammino di vita, lavoro, amore, politica. Gli esempi sono visibili in un mondo che cede strada solo ai vincenti e ammira solo il successo non importa come lo si è ottenuto.

Non è questa l'elegia del perdente è l'affermazione del dubbio e della fragilità come leva dell'auto-miglioramento.

Del come la consapevolezza vissuta delle proprie ancestrali paure condivise e riconoscibili nell'altro e la reciproca elevazione dall'esserne succube portino alla padronanza delle strade che portano al loro superamento. Dietro ogni persona esiste una storia sconosciuta matrice e allevatrice di paure universali che inseguono l'uomo di ogni tempo. Di una scarpa consunta non se ne dovrebbe criticare lo stato ma conoscerne il cammino per poi provvedere al recupero da buon calzolaio. La splendida lezione del  Kintsugi (金継ぎ) giapponese che invece di nascondere le crepe e le rotture le mette in evidenza così che le  imperfezioni  diventano testimonianza di forza e generatrici di bellezza vissuta.  Desidererei che ci fermassimo tutti un momento dal correre quotidiano e guardassimo noi stessi e gli altri riconoscendo le reciproche fragilità e collaborando a superarle. Un mondo distopico che metta al centro il progresso comune e non incoraggi la prevaricazione o il successo individuale mero raggiungimento di risultati che non porteremo certo oltre il limite del nostro vivere. Il nostro tempo limitato è la paura più grande ed ognuno la esorcizza come può. Accantonarla e vivere il presente in una comunione di intenti con tutto quanto ci circonda, uomini, cose, animali, natura creerebbe una nuova filosofia di vita. Questo senso di possesso e di controllo su tutto e su tutti e l'ansia continua di allargarne il perimetro è trapanato in ognuno di noi fin dalla più tenera età per cui nessuno ne è scevro, compreso chi scrive, ma una lenta e progressiva inversione di tendenza è possibile.  Possibile ma lenta e difficile, ancor più in un mondo che ha scelto L'AVERE come principio di sopravvivenza e di stile e che su questo concetto basa lo sviluppo delle future generazioni. Esistono pochi esempi luminosi da seguire e nel passare del tempo se ne osservano sempre di meno eppure di questi esempi sono piene le religioni e le filosofie di ogni estrazione. Strana antitesi fra quanto tutte queste aspirino a raggiungere e rappresentare e quanto in loro nome si mette in atto.

domenica 18 agosto 2019

il manager allenatore: L’inverno sta arrivando!

il manager allenatore: L’inverno sta arrivando!: L’inverno sta arrivando! Stavo faticosamente salendo verso il rifugio a più di 2400mt quando la fatica e la difficoltà di respirare...

il manager allenatore: L'errore più grande che l'uomo può commettere è ce...

il manager allenatore: L'errore più grande che l'uomo può commettere è ce...: Il faticoso cammino di crescita che accompagna il nostro divenire negli anni è lastricato di strade diverse, a volte sentieri ... altre vol...

venerdì 14 giugno 2019

Tutto quanto è vita può essere "tossico"?


Non sono un terapeuta né un medico ma mi sorge un dubbio: sento e vedo ultimamente affermazioni e post che consigliano di allontanare da se persone e atteggiamenti ritenuti tossici per il proprio equilibrio psicologico.
Una persona troppo invadente, una dedizione eccessiva al lavoro, sentimenti troppo intensi ...
Sono, questi, consigli che tendono certamente a creare equilibrio comportamentale necessario ai fini di un corretto approccio alle cose.
Mi chiedo:
 “ non si rischia di isolarsi in un mondo troppo protetto lasciando fuori la vita? Un atteggiamento di allontanamento dalle cose può essere una decisione temporanea… che tende a recuperare una giusta distanza dalle cose e una corretta personale visione dei fatti.
Ma, dopo un bel respiro, … vivi! Prendi i tuoi rischi, prova a vivere quello di cui hai paura, guarda la tigre in faccia, ama, arrabbiati, suda … ”
Si... equilibrio nelle cose è senza dubbio una cosa fondamentale ma le passioni danno un significato alla vita.
Equilibrio non può significare sbattere la porta in faccia a persone, lavoro, hobby troppo pregnanti ... non si corre il rischio di vivere guardando la vita che passa ... stando alla finestra di una stanza protetta … in un fortino di paura?
Crescere in un proprio equilibrio è utile per acquisire la forza per affrontate passioni e amori che, possono anche far male, ma, creano il ricordo di una vita vissuta!
So di parlare di cose senza competenza ma con l’esperienza del vissuto che ha un suo motivo per esprimersi in questi ambiti … io vorrei solo capire…